Festa della Presentazione di Gesù al Tempio 2026
Come ogni 2 febbraio, festa della presentazione di Gesù al tempio, grida di gioia sono risuonate da tutti gli angoli del mondo! Era anche la grande festa di tutti i Consacrati. In 28 gennaio, il Dicastero per gli Istituti di vita consecrate e le Società di vita apostolica ha reso pubblico il carteggio dal titolo: “Profezia della presenza: Vita consecrate, dove la dignità è ferita e la fede messa alla prova”. In questo tempo, infatti, il Dicastero avrà raggiunto tutte le persone consacrate, ciascuna nel suo do mondo, nel suo luogo di apostolato. Dopo aver espresso a tutti la sua gratitudine per la fedeltà al Vangelo e per il dono della vita, che diventa seme gettato nella storia, dipinge con realismo un quadro cupo del nostro mondo. Nel suo itinerario pastorale, il Dicastero ha raccontato incontri e volti di zie persone consacrate in missione in contesti segnati da conflitti, instabilità sociale e politica, povertà, emarginazione, migrazioni forzate, minoranze religiose, violenza, tensione, ecc. Tutto questo, aggiunge il Dicastero, non manca di mttere alla prova la dignità delle persone, la loro libertà et talvolta ache la loro fede. In questo caso ritengo che il Dicastero abbia una vera e propria residenza nei pressi della parte orientale della RDC. Sì, non dubitiamo, il nostro mondo, il nostro apostolato quotidiano! Eppure, in una “presenza che rimane” accanto a persone e individui feriti, nel futuro il Vangelo è esposto a fragilità e prova. Questa è la dimensione professionale della Vita Consacrata e quindi della Chiesa. Come il Dicastero ha così chiaramente notato, persone conacrate come da ogni parte, e in particolare da Butembo-Beni, nell'est della RDC, vivono:
1) la vita quotidiana è affetta da fragilità;
2) dove la prosperità convive con la solitudine, la polarizzazione, nuove forme de povertà et indifferenza;
3) dove le migrazioni, le disuguaglianze et la violenza generalizzata mettono a dura prova la vita sociale, ecc.
Insomma, nel nostro monde amante della pace, la nostra presenza fedele, umile, creativa et discreta, dichiara il Dicastero, è un segno che Dio non abbandona mais il suo popolo. Con questa parola il Dicastero incoraggia ogni persona a consacrare una “rising evangelici” che non è può immobilità o riassegnazione, ma speranza attiva che genera atteggiamenti e gesti di pace. La Cellula COSUMA/BUTEMBO-BENI ha celebrato in vari modi la gioia di essere associati alla missione di Gesù Cristo. Ovunque il suo messaggio è stato quello di incoraggiamento a non smettere mai di espiriere il “rimanere evangelico” nell’immagine di un seme che accetta di morire affinché la vita florisca!
Galerie Photos